ECOBONUS 2019 La guida definitiva allo sconto in fattura

Questa estate l’Agenzia delle Entrate ha ufficialmente varato lo sconto in fattura.

Consiste nella facoltà di richiedere (chiedere, non ottenere, ma ne parleremo in seguito) uno sconto in fattura per lavori di miglioramento energetico corrispondente alla quota di detrazione godibile.

Ciò consentirebbe di vedersi scontare immediatamente l’importo che altrimenti sarebbe recuperabile solo nei successivi dieci anni. In altre parole: per un acquisto di 1.000 euro è possibile pagarne solo 500 ottenendo subito uno sconto del 50% (che può arrivare al 65%) derivante dall’Ecobonus o dal Sismabonus.

Come beneficiare dello sconto e informazioni utili

Il cliente che intende avvalersi di questa possibilità dovrà inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate attraverso piattaforme web o presso gli uffici locali. Il venditore dovrà, a sua volta, confermare di aver applicato l’opzione di sconto in fattura.
Le comunicazioni dovranno pervenire, per i lavori svolti nel 2019, dal 16 Ottobre al 28 Febbraio 2020.

Gli esercizi commerciali o ditte che consentiranno ai clienti di godere di questo meccanismo, potranno recuperare il credito in 5 anni già dal giorno 10 del mese successivo alla comunicazione.

La misura incentivante merita però una precisazione, non banale: lo sconto in fattura dovrà corrispondere all’intera quota di detrazione.

Se per la sostituzione di serramenti il cliente ha diritto ad una detrazione del 50%, lo sconto dovrà dunque corrispondere al 50% dei lavori. A differenza della cessione del credito derivante da interventi di riqualificazione energetica condominiale dove lo “sconto” può esser parte della trattativa cliente/impresa.

Gli interventi che possono beneficiare dello sconto sono, in generale, quelli ammessi dall’Ecobonus e dal Sismabonus. Opere quindi di miglioramento energetico e miglioramento strutturale degli edifici.

Nella pratica

Come accennato all’inizio dell’articolo il meccanismo dello sconto in fattura non è un diritto del cliente, ma una possibilità.

Il venditore dovrà quindi trovarsi d’accordo con il proprio cliente concedendo l’utilizzo dello sconto.

Accadrà quindi che la maggior parte delle imprese non avrà la possibilità, più che la volontà, di accontentare il cliente.

Questo perché, come nel caso dell’installazione di una nuova caldaia, i costi che l’azienda deve sostenere per acquistare la caldaia dal proprio fornitore per poi rivederla al cliente finale, con manodopera, sono tali per cui la procedura si riveli non conveniente.

Se ad esempio ci rivolgessimo ad un rivenditore di serramenti per un ordine da 10 mila euro compresa la manodopera (ossia l’installazione delle finestre nuove), potremmo presumere che il rivenditore, a sua volta, debba acquistare le finestre da una ditta produttrice per un valore ipotetico di 6.500 euro.

Se scontasse al cliente il 50% dell’ordine si troverebbe ad incassarne solo 5.000 che non basterebbero nemmeno per coprire i propri costi. Nemmeno dopo un anno di recupero del credito avrebbe ripianato i costi derivanti dall’intervento.

Insomma le possibilità, sulla carta, ci sono. Nella pratica una piccola o media impresa farebbe molta fatica a garantire uno sconto del 50% o del 65%. A meno di rialzi considerevoli dei propri prezzi di partenza.

Attenzione alla convenienza

Nell’italica abitudine a scorgere fregature dietro ad ogni opportunità, è bene anche in questo caso spendere due parole su quelli che possono essere specchietti per le allodole.

Come detto pocanzi un’impresa potrebbe gonfiare il proprio prezzo base, magari sfruttando lo spazio lasciato dalla scarsa qualità dei propri prodotti o della propria manodopera rispetto ad una concorrenza più qualificata, per poi applicare uno sconto in fattura del 50%.

Un po’ come il trucchetto di marketing dei SUPER SALDI IMPERDIBILI -90%!!!1! di cui si ignora il prezzo baso ed il reale valore.

E’ altresì probabile che l’impresa, meno truffaldina dell’esempio precedente, applichi i propri prezzi di listino ma, per garantire lo sconto in fattura, non conceda alcuno sconto tradizionale.

Se ad esempio acquistassimo una tenda da sole che il rivenditore già sconta, abitualmente, del 25% rispetto ai prezzi di listino, con lo sconto in fattura attualizzeremmo realmente solo il 25% della detrazione di cui potremo godere, vedendoci privati dell’altra metà.

Come spesso accade, quindi, teoria e pratica pare giochino su terreni ancora molto lontani. Nel caso della cessione del credito su interventi condominiali ci sono voluti anni per renderne applicabile i principi. Forse, anche stavolta, siamo solo all’inizio.

Alessandro Prandini geometra



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