CASA A PATIO, dove l’esterno diventa interno

La casa a patio, o casa a corte, fa parte della nostra storia.

Un concetto abitativo che però sembra lontano dalle edificazioni urbane che oggi siamo abituati a vivere. I palazzi delle nostre città sono formati da aggregati di spazi privati, spesso disegnati per ridurre i vuoti ed occupare tutta la superficie disponibile.

La casa a patio invece valorizza gli ambienti partendo da spazi comuni di aggregazione.

Il concetto abitativo di casa a corte è radicato nella storia architettonica dei paesi mediterranei e orientali o, più di recente, nelle abitazioni latino americane. Gli esempi più vicini a noi sono rappresentati dalle Domus romane alle quali possiamo ricondurre anche le strutture architettoniche medioevali e rinascimentali.

Nelle nostre campagne possiamo invece cogliere le radici architettoniche delle case a corte negli aggregati contadini, dove più edifici andavano a formare, appunto, le corti rurali.

Patio House, design concept

In questo project concept, Patio House, la villa disegnata da Livinstudio si sviluppa intorno ad uno spazio aperto adibito a giardino. L’esterno diventa interno cosicché le superfici del lotto possano rimanere protagoniste dell’opera edilizia.

Parte della villa, quella rivolta verso la campagna, è stata immaginata infatti con facciate completamente vetrate e l’intenzione di espandere gli spazi abitabili. Le aree esterne sono infatti fruibili durante tutte le stagioni e conservano il punto focale dell’edificio.

La vita all’interno degli ambienti si svolge attorno ad uno spazio aperto che porta la naturalezza del sole, della pioggia o della nebbia all’interno della casa e delle abitudini domestiche.

La Patio House ha l’ambizioso compito di modificare lo stile di vita dei propri abitanti, avvicinando l’uomo al contesto nel quale vive, in una dimensione di maggior sostenibilità ed empatia con l’ambiente circostante.

La sostenibilità della Patio House

La casa a patio disegnata da Livinstudio nasce come edificio ad energia quasi zero (NZEB), capace quindi di produrre la quasi totalità dell’energia utile ai servizi energetici.

Per fare ciò è indispensabile uno studio attento dell’orientamento dell’edificio che possa sfruttare appieno l’energia solare gratuita ma scongiurando, al contempo, il surriscaldamento.

L’idea di sviluppare l’edificio attorno ad un nucleo verde è frutto proprio di tale approccio progettuale e della consapevolezza che, alle nostre latitudini ma non solo, l’eccesso di calore estivo rappresenti il focus principale della progettazione di un edificio sostenibile.

La geometria dell’intero edificio, gli ombreggiamenti ed il bilanciamento delle superfici opache e trasparenti consentono dunque di massimizzare gli apporti solari e la ventilazione naturale dell’involucro.

In questo modo l’architettura della villa riduce l’intervento degli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva abbattendo i consumi e l’impatto ambientale.

Forme e materiali rendono questo edificio fortemente attuale, in una rivisitazione di un concetto architettonico tristemente in disuso in un momento che, più di altri, porta a ripensare le nostre case ed il modo di abitarle.

Il link del progetto
https://www.livinstudio.it/referenze/1447/


Alessandro Prandini geometra


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